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    LINE EDITING: UNA DIMOSTRAZIONE DEL LAVORO FRA AUTORE E EDITOR

    «Ma perché dovrei permettere a qualcuno di mettere mano al mio testo? Voglio dire, perché mi si deve considerare incapace di scrivere un testo come si deve? Perché tutti pensano che debba avere qualcuno che mi supporta quando io sono perfettamente in grado di scrivere come voglio e cosa voglio? Perché devo dare i miei soldi all’editor? Serve davvero che lo faccia se poi voglio candidare il testo a una casa editrice?» Queste sono alcune delle domande che molti autori emergenti si fanno. Anche se non sono le uniche. Di fatto, la “paura” dell’editing è molto ampia, soprattutto fra quelli che non si sono mai trovati davvero a farne uno.C’è…

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    CHI VINCE PERDE: IMPARZIALE COME UNA FALCE

    In tutta onestà, sarei molto sorpresa se questo libro non avesse successo.   «Quindi siamo davanti a un capolavoro, scritto in maniera impeccabile?»Ehm… no. «Allora mi stai dicendo che è una di quelle manovre vomitevoli di marketing per cui un prodotto spazzatura viene spacciato per una perla rara?»Ehm… nemmeno. Sto dicendo che Falce di Neal Shusterman, nonostante abbia delle criticità (che comunque potrebbero anche essere giustificate nel proseguimento della storia – mi riservo il diritto di rimanere in bilico al riguardo finché non avrò modo di verificare), credo che potrebbe ridisegnare un nuovo immaginario collettivo, rimodellando il concetto di morte e immortalità – che orbita intorno a quello di morale…

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    INVADENZA LEGITTIMA, A MISURA DI VAMPIRO…

    Allora.   Mi è capitata per le mani l’occasione ghiotta di fare un articolo sprint, mentre sto leggendo RVH – Ascesa alle Tenebre di Lucia Guglielminetti. E non posso lasciarmela sfuggire così. Facciamo un bel mash-up e mettiamo insieme due concetti di cui avevamo già parlato in precedenza: il NARRATORE INVADENTE e l’uso dei TRATTINI MEDI per racchiudere gli incisi. Se vi ricordate bene, nell’articolo in cui parlavamo di trattini corti, medi e lunghi(ssimi) – cioè qui – abbiamo parlato di uno degli usi del TRATTINO MEDIO, inserendo un monito narrativo. Ripesco un attimo il pezzo che ne parla, così lo vediamo: […] (Il trattino medio) può essere un elemento…

  • DALLA COFFA CON FURORE,  UN PROCIONE AL GIORNO

    LA FORMA DELLA SOSTANZA

    «Meglio la forma o la sostanza?» «Se la mia storia è avvincente ma ci sono degli errori ortografici è penalizzata agli occhi di un editore?» «E cosa dice di me come autore?» «Cioè, davvero mi state dicendo che sono un cialtrone che non sa scrivere se quello che scrivo è stupefacente ma mi lascio dietro degli errori?» Queste sono solo alcune delle domande che girano nell’ambiente editoriale piccolo. Dico nel piccolo, perché alcune domande non se le pongono più coloro che hanno acquisito una certa consapevolezza del mestiere. Cioè coloro che si approcciano alla scrittura in modo profondo e strutturato. Professionale. Credo che la diatriba “è meglio la sostanza o…

  • DALLA COFFA CON FURORE,  IMPARIAMO INSIEME,  PUNTEGGIATURA,  UN PROCIONE AL GIORNO

    VIRGOLA FRA SOGGETTO E VERBO: SI PUÒ USARE?

    Se c’è una cosa che tutti sanno, o che dovrebbero sapere, è che la virgola fra soggetto e verbo è un errore madornale. Non si fa, non si fa, non si fa; perché è sempre sbagliata. Giusto? Sbagliato. Esistono alcune eccezioni a questo assunto, che non prevedano l’uso “artistico” della punteggiatura concesso solo ai grandi autori della letteratura classica. Salutiamo tutti Alessandro Manzoni… «Ciaaaao, Ale.» Cooomunque. La virgola fra soggetto e verbo può essere lecita in due occasioni: quando siamo davanti a una DISLOCAZIONE DI SOGGETTO; quando siamo davanti a un SOGGETTO ESPANSO, ma a condizione che le virgole siano almeno due. «Eh, aspetta… ma cos’è una DISLOCAZIONE?» Ottima domanda.…

  • CORRELATIVO OGGETTIVO,  DALLA COFFA CON FURORE,  DETTAGLI E INFORMAZIONI,  DISTANZA EMOTIVA,  IMPARIAMO INSIEME,  MOSTRARE,  UN PROCIONE AL GIORNO

    COSA SONO I CORRELATIVI OGGETTIVI?

    La domanda che mi sento porre più spesso è: «Ma come si mettono le emozioni in un testo narrativo?». Eh. Mi piacerebbe dirvi che esiste una formula specifica, e che io ce l’ho. Ma non è così, e di sicuro non vi mentirò adesso. E per complicare ulteriormente le cose, è bene che sappiate che è una delle cose più difficili da fare. Perché bisogna arrivare al nocciolo del fruitore. Però, possiamo fare molto al riguardo, mettendo in fila un po’ di considerazioni oggettive che possono diventare le frecce al nostro arco. Quanto saranno efficaci dipenderà da voi e dall’utilizzo che ne farete. Ma ci conviene andare per gradi. Senza…

  • ARCO DI TRASFORMAZIONE,  CONFLITTO,  DALLA COFFA CON FURORE,  EMPATIA,  IMPARIAMO INSIEME,  NON-RECENSIONI

    LA RICETTA DEL CONFLITTO DI NONNA SALICE: LE INCRESPATURE

    NON-RECENSIONE DI “TREDICI” (1° stagione) Che cos’è la fragilità? E quanto vale ognuno di noi all’interno della vita degli altri? Storie come quella di “Tredici”, come “Sliding Doors” o “Il Seggio Vacante”, ci mettono di fronte a comprendere quanto valga la presenza di ogni singolo individuo – e cosa cambi all’interno di un ambiente relazionale complesso – se questa persona viene a mancare. Quali sono gli equilibri che si spostano? Quali sono le reazioni che si innescano? Come ci influenziamo a vicenda nel quotidiano? E come riusciamo a sopravvivere a ciò che ci ferisce? Credo che per affrontare argomenti così toccanti e complessi ci sia bisogno di semplificare. Non per…

  • DALLA COFFA CON FURORE,  UN PROCIONE AL GIORNO

    NIENTE VIENE DAL CIELO

    “Sorridi. Abbassa le spalle. In dentro la pancia. Stendi le ginocchia. Ruota quelle anche. Di più… Ancora di più. Braccia sostenute. In dentro quei pollici, non sei uno scaricatore di porto. Più leggera su quei salti. I piediiii! Stendi le punte!” Magari non avete mai sentito questo genere di frasi, ma vi assicuro che una ballerina ne ha sentite a vagonate. La danza è la massima espressione di eleganza e delicatezza, vero? Un’arte eccelsa volta alla perfezione della forma, e alla grazia. Già. Il punto è che ciò che si vede sul palcoscenico è la somma di tutto il sudore e la fatica fatti alla sbarra e in sala prove.…

  • DALLA COFFA CON FURORE,  UN PROCIONE AL GIORNO

    ACCETTARE I PROPRI LIMITI

    Voi vi perdonate di essere imperfetti? Come dite? Siete fantastici, magnifici, bravissimi? Ah, ok. Questo post non fa per voi. Questo post è per coloro che ricercano un certo tipo di qualità in quello che fanno. Che si mettono in discussione. Che leggono e rileggono le cose che hanno scritto trovandole sbagliate, da correggere, da risistemare. Per migliorare. L’imperfezione, dicevamo. Ecco, io ho imparato a perdonarmi come essere umano un sacco di tempo fa (qualcuno direbbe che mi cazzio pure troppo, ma vabbè): quando hai figli è inevitabile. Pensi che avrai una famiglia gestibile e poi ti ritrovi ad ammaestrare (leggasi educare) dei Velociraptor inferociti, a cibarli e a vestirli…

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    DETTAGLI SÌ, DETTAGLI NO?

    Come scegliete COSA sia importante mettere nelle scene che ambientate nelle vostre storie? Rispondere “a caso” sarebbe molto divertente e in alcuni casi pure vero, ma facciamo finta che non sia così. Facciamo finta che esista davvero un criterio in base al quale scegliere (visto che è così), e per farlo vi porto da Mediaworld, o in un qualsiasi altro negozio di computer. Allora, che computer vi serve? E quanto ve ne intendete? Lo so, sembra sempre che vi stia prendendo per il culo, ma provate a fidarvi. Vi dico che computer serve a me: mi serve un computer potente, con uno schermo grande, perché mi interessa disegnarci con la…

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    A TU PER TU – SCRIVERE IN PRIMA PERSONA

    «Scrivere, o non scrivere, in prima persona? Questo è il dilemma.» E soprattutto, come farlo bene? Siamo tutti certi che il nostro amico Willy se lo sia chiesto ripetutamente nell’Amleto, qualsiasi menzogna possano dirvi gli altri… Comunque, questo articolo nasce da una richiesta lanciata con un aeroplanino di carta, contenente anche biscotti dell’Ikea (ma quanto sono buoni?!), fin sulla coffa. Dove poltrisco abitualmente. Così ho indossato la mia divisa da supereroe paffuto e ho fatto mente locale. Partiamo dalle cose semplici: PER LA PRIMA PERSONA VALGONO LE STESSE REGOLE GENERALI DI NARRAZIONE IMMERSIVA E MOSTRATA DELLA TERZA. In entrambi i casi la storia prende corpo se la facciamo vivere ai…

  • DALLA COFFA CON FURORE,  IMPARIAMO INSIEME

    A CHI DAI LA COLPA?

    Oggi il mio procione interiore si è svegliato polemico. E la mia domanda è: quando si smetterà di dare la colpa agli altri del fatto che siamo oggettivamente e fieramente handicappati culturali? Facciamo che io sia un autore Self, facciamo che scriva un libro senza nemmeno sapere come, facciamo che non venda (giustamente) un katsø, facciamo che allora decida di affidarmi a un sedicente editor che ne sa poco più di me, facciamo che mi spilli un po’ di soldi ma un po’ meno di quelli che spenderei per una CE (Casa Editrice) a pagamento, facciamo che rimetta il libro in vendita e che non venda comunque, e facciamo pure…

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    MA TANTO È FANTASY!

    «MA TANTO È FANTASY!» L’avete mai sentita la frase incriminata maledetta?! Io sì, si sente spesso. Di solito accompagnata da schiere di coloro che si battono per smentire, e schiere di coloro che inneggiano alla leggerezza del fantasy, in un limbo sospeso di immaginazione e libertà, scevro da ingabbiamenti mentali troppo razionali. Ma perché dovrebbe essere importante mantenere una certa coerenza in qualcosa che non esiste? È maniacalità? Sono seghe mentali di altissimo livello di disagio? La risposta suprema è: ATLANTIS. Sì, sì. Rileggete bene. Ho scritto proprio Atlantis: il film d’animazione Disney. ( Non l’avete visto? Guardatelo, pagani che non siete altro!) Confesso che l’illustratrice-wannabe che alberga impunita in…

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    SULLE CORDE DI UN RICORDO

    Voi lo sapete meglio di me: ci sono storie che sentono l’esigenza di essere raccontate. Altre invece è fondamentale ascoltarle. E poi, ce ne sono alcune, che beh, ti si conficcano nella testa e nel cuore, perché è giusto che stiano lì, a insegnare qualcosa e a mettere radici profonde. Come si può dare un senso alla morte, in funzione della vita, cercando di spiegarlo a un bambino? Eh. Potrei dire: “semplificando” (che non è mai un’opzione sbagliata), ma di sicuro non è facile. Gli adulti vedono la morte come una condanna. Il ticchettio spietato che ti strappa a coloro che ami, e a te stesso. Seppur con tutto l’impegno…