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IMPARIAMO INSIEME,  IRONIA DRAMMATICA,  MONTAGGIO,  NARRATORE ATTENDIBILE,  NARRATORE IMMERSO,  NARRATORE INAFFIDABILE,  NARRATORE ONNISCIENTE,  PERSONAGGI SPECCHIO,  UN PROCIONE AL GIORNO

NARRATORE ATTENDIBILE O NARRATORE INAFFIDABILE?

Perché sceglierli? E quale dei due ha un impatto maggiore?

Risponderò con la madre di tutte le risposte: DIPENDE.

Allora, intanto cosa sono?

Mettiamola così: conoscete qualcuno in cui avete abbastanza fiducia da credere a ciò che vi racconta per quanto assurdo possa sembrarvi?

Se sì, avete un’idea del NARRATORE ATTENDIBILE (o AFFIDABILE).

Viceversa, se conoscete qualcuno a cui fate sempre la tara di ciò che sostiene, avete un chiaro esempio di NARRATORE INAFFIDABILE.
(Nel mio caso è mia madre… già.)

I due tipi di narratore possono essere sia onniscienti che immersi.

Un narratore ONNISCIENTE ATTENDIBILE, in genere, fa da spalla al lettore e lo aiuta a farsi un’idea chiara delle dinamiche della storia. È un po’ come un cane guida: occhio allo scalino, qui c’è un dosso, curva a sinistra, afferra il corrimano, uuh! un negozio di ciambelle… insomma cose così.

Ci aiuta a orientarci in quelle situazioni che potrebbero essere fraintendibili e potrebbero compromettere la nostra fruizione della storia.

Il narratore ONNISCIENTE INAFFIDABILE, invece, vi mente spudoratamente. Vuole confondervi deliberatamente. In genere non lo fa su tutto, ma sceglie quale sia per lui la priorità su cui farvi pensare e vi tiene all’oscuro di altre, mistificandole.

È molto pericoloso usarlo perché c’è il rischio altissimo che, a fine lettura, il fruitore si senta raggirato al punto di non aver goduto della storia. È un po’ l’effetto di quando vai a fare shopping e compri un giubbotto di cui non sei molto convinto e, quando torni a casa, ti accorgi che il colore non ti piace molto, ti sta male e l’hai comprato solo perché la commessa ti ha circuito.
In quel negozio non ci torni più, anche se la commessa è una gnocca.

Quindi deve esserci un più che VALIDO MOTIVO per farlo.

Se si sceglie di avere un narratore immerso, è ancora più importante saper distinguere i due tipi di narratore (e il loro utilizzo) in base alla storia che stiamo raccontando, e al MONTAGGIO che scegliamo di utilizzare.

La stessa storia può avere molteplici sfaccettature se montata con un criterio completamente diverso.

Con un narratore IMMERSO ATTENDIBILE è abbastanza semplice. Ci si appoggia su un personaggio di cui impariamo ad avere fiducia, e con il quale empatizziamo, e attraverso di lui viviamo la storia in modo appagante.

Quindi, perché sbattersi con altri tipi di narrazione?
Così è tutto risolto, no?
No.

E se il nostro personaggio è confuso? E la nostra storia ha efficacia proprio perché lui non ha una chiara visione delle cose? Magari perché è così coinvolto da non essere pienamente obiettivo?
Eh.
Lì la cosa si fa interessante. E più difficile da gestire.

Intanto dobbiamo capire perché il nostro narratore sia INAFFIDABILE.

Si hanno effetti completamente diversi se lui mente appositamente, se ha una visione offuscata perché incapace di essere obiettivo, o se lo fa perché non ha gli strumenti per capire.

Se da soli non possiamo farci un’idea chiara su di lui, abbiamo bisogno d’aiuto. E ci vengono in supporto i PERSONAGGI SPECCHIO.

I personaggi specchio non sono vanitosi e non guardano tutorial di make-up, sono quelli attraverso i quali riusciamo a mettere a fuoco gli altri personaggi. Sono il lato affidabile della narrazione immersa; perché sono quelli in cui si riflette il personaggio punto-di-vista, permettendoci di osservarlo da un’altra angolazione.

Perché ci interessa imparare a gestire queste interazioni bilanciando affidabilità e inaffidabilità?

Perché generalmente non esistono mai personaggi convincenti che siano totalmente obiettivi o totalmente confusi.

E perché, sapendoli dosare adeguatamente, possono essere messi in scena degli effetti emotivi molto interessanti. Con possibilità di sfaccettature innumerevoli che, di volta in volta, fanno leva su aspetti diversi di IRONIA DRAMMATICA.

Proviamo a pensare alla storia di Pinocchio raccontata dai diversi punti di vista.
Dal punto di vista di Pinocchio ha una connotazione di formazione individuale, da quello di Geppetto ha l’aspetto di una storia di paternità e ricerca, da quello del Gatto e la Volpe o Mangiafuoco uno scorcio malavitoso alla Gomorra… circa.

Il narratore ATTENDIBILE e quello INAFFIDABILE possono sovrapporsi?

Sì.

Mi viene in mente la serie TV “Tredici“.
La voce registrata di Hannah Baker è sicuramente un narratore AFFIDABILE: noi le crediamo perché la registrazione è il frutto di quello che l’ha condotta alla morte. Metterla in discussione significherebbe mettere in discussione tutto quello su cui poggia la storia.

Ma è al tempo stesso INAFFIDABILE.
Perché ci svela solamente quella “specifica” parte del personaggio. Non tutto il suo essere. Ci facciamo un’idea di lei basata sul suo essere vittima di una situazione.
E quindi abbiamo una convinzione fallace perché è sia viziata dal suo filtro percettivo, che incompleta.

In questo modo abbiamo spazio per poter raccontare la stessa storia anche da angolazioni diverse, e creare conflitto sul personaggio giocando proprio sulle lacune (in termini di avvenimenti, e informazioni utili) che abbiamo, e che scegliamo di far colmare dall’affidabilità variabile di altri personaggi.

Un narratore può essere sia attendibile che inaffidabile anche in situazioni di estremo dolore, abbandono e solitudine.

Una condizione che instillerà in noi un grande coinvolgimento emotivo (se gestito bene) e che ci porterà a giustificare anche atteggiamenti che razionalmente (come essere umani) riteniamo sbagliati; ma che siamo portati a bollare come “perfettamente adeguati, vista la situazione”.

Saper gestire il gioco dell’affidabilità della narrazione è uno strumento estremamente potente, per uno scrittore. È in grado di ribaltare completamente le sorti di un personaggio e della percezione della storia stessa.

E lo sapete come si dice: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità“.

Pensateci su, piccoli SpiderProcioni.

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© Redazione Coffa ~ Erika Sanciu. Tutti i diritti riservati.

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