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EMPATIA,  IMPARIAMO INSIEME,  IRONIA DRAMMATICA,  MISTERO, CONFUSIONE E MISTIFICAZIONE,  NARRATORE ATTENDIBILE,  NARRATORE INAFFIDABILE,  NON-RECENSIONI,  PRIMA PERSONA,  PUNTO DI VISTA

UN SOTTILE GIOCO DI PRESTIGIO

NON-RECENSIONE DI “CUORE A RAZZO FARFALLE NELLO STOMACO”

Non sempre sento l’esigenza di parlare di un libro che ho appena letto, ma a volte sì.

E questa è una di quelle volte.

In questo caso lo faccio per due motivi: il primo non me lo ricordo, ma il secondo è perché questo libro può insegnare tanto.
Sia in termini umani che narrativi.

Mi piace il fatto che Cuore a razzo farfalle nello stomaco di Barry Jonsberg sia un libro per ragazzi; perché aiuterà a formare la consapevolezza individuale degli adulti di domani. E che, soprattutto, lo faccia con quell’ironia travolgente, ma per niente scontata, e quella tenerezza che ti fa pizzicare gli occhi, visto che tocca un tema delicato.

Sono molto contenta che Il Battello a Vapore si prodighi a scegliere testi come questo, e a immetterli nel mercato editoriale. Significa rispetto, e la voglia di formare i lettori esigenti di domani, allo stesso modo in cui si formano esseri umani sensibili ed empatici.

La storia parla di Rob Fitzgerald, che a tredici anni ha la sua prima cotta per una ragazza che si chiama Destry Camberwick. Niente di strano (a parte il nome inconsueto), sembrerebbe…

Il fatto è che, per guadagnarsi l’amore della ragazza, Rob dovrà intraprendere un percorso di crescita interiore, e questo innescherà una slavina di eventi che cambierà le cose per sempre. Soprattutto riguardo a ciò che Rob rappresenta come individuo.

Il libro è scritto in prima persona. Un ottimo espediente, in questo caso; soprattutto nella versione inglese (poi vi spiego perché) – titolo originale: A song only I can hear.
Il narratore ci permette di fluire con i suoi pensieri e con la sua visione del mondo che lo circonda. Sarà un narratore smaccatamente di parte e questo lo renderà inevitabilmente INAFFIDABILE, ma non tanto da non poterci fidare affatto.
In questo senso potrà operare una scelta arbitraria su cosa dire o non dire (dal suo aspetto fisico, fino a ciò che gli altri personaggi rappresentano per lui), e devo ammettere che l’autore fa un lavoro impressionante di caratterizzazione e di scelta delle parole usate. Se ne percepisce la cura.

E questo ritengo che sia un valore aggiunto.

In Cuore a razzo farfalle nello stomaco si capisce non solo l’importanza di ciò che si dice esplicitamente, ma soprattutto l’importanza di ciò che viene oculatamente TACIUTO.
Oh sì, sembra un paradosso, ma vi assicuro che è così.

In contesti in cui vige una MISTIFICAZIONE MIRATA, necessaria alla corretta fruizione di una storia, bisogna tenere a mente che le parole usate hanno un peso; e ne hanno ancora di più se sono scelte accuratamente per nascondere qualcosa (in questo caso, cosa rappresenti la vera ricerca del sé).

Ogni piccolo particolare è significativo perché contribuisce a creare l’illusione (la suggestione) di qualcosa che poi viene completamente ribaltato; e tanto più è convincente l’idea che ci facciamo, tanto più è efficace il ribaltamento.

Vi ricordate il film The Others, quello con Nicole Kidman? (Liberamente ispirato al libro Giro di vite di Henry James, tra l’altro…)

In quel caso siamo talmente concentrati a seguire il filo degli indizi lasciati, e cercare di mettere insieme i pezzi di ciò che ci viene proposto, che veniamo “fregati” dalle nostre convinzioni e dalla nostra lettura più “semplice” degli eventi. Affidandoci al narratore, gli permettiamo di metterci su un binario completamente diverso da quello che poi si rivela in realtà. E questo perché l’APPARENZA della sua AFFIDABILITÀ e l’EMPATIA che proviamo per lui sono così convincenti che gli permettono di mettere in atto il suo “gioco di prestigio”, totalmente indisturbato.
Tendiamo a ignorare gli indizi (che comunque ci vengono forniti sotto al naso) perché li categorizziamo come meno influenti rispetto ad altri che riteniamo più validi, perché più conformi e aderenti all’idea che ci stiamo costruendo nella testa.

Così, il momento della rivelazione ci fa esplodere nella testa una reazione a catena di collegamenti che ci aprono uno scenario completamente inverso ma più ampio e altamente soddisfacente.

Film e libri come questi ci mettono davanti al fatto che MISTERO e IRONIA DRAMMATICA sono due facce della stessa medaglia, e sono inversamente proporzionali.

Dove prospera l’uno, deficita l’altra. E viceversa.

Ma questo comporta anche che esistono due tipi di piacere nella fruizione di una storia come questa:

  • il primo deriva dalla possibilità di risolvere un “mistero”, e quindi ha a che fare con la nostra capacità di carpire e assemblare le informazioni che ci vengono centellinate nel corso della trama;
  • il secondo è un piacere che si svela nel momento in cui le carte sono completamente scoperte. È quel piacere che ci permette di apprezzare il modo in cui siamo stati “gabbati” e di apprezzare il MOTIVO per cui lo siamo stati. Perché il punto è proprio quello: il motivo.

Infatti, se un fruitore viene mistificato per puro divertimento dell’autore e stop, arriverà in fondo alla storia con un senso di fastidio, perché capirà che è stato preso in giro senza una reale giustificazione.
Ma se la confusione è mirata (e DEVE tendenzialmente SEMPRE esserlo), ci permette di assorbire tutte le variabili e le sfumature del venire calati in una data situazione; di acquisirne le motivazioni, di apprezzarla o rigettarla per come è giusto che sia. E, solo successivamente, darci la chiave per decodificare in modo giusto e comprendere in profondità ciò di cui avevamo appena scalfito la superficie.

Cuore a razzo farfalle nello stomaco è un libro da leggere. Sia che siate solo lettori o che siate anche autori.

È un libro che ha da insegnare, a grandi e piccoli. E, se avete la possibilità di leggerlo in lingua originale, ne ha ancora di più, perché purtroppo, per come è strutturata la nostra lingua, molte delle soluzioni brillanti che utilizza l’autore, inevitabilmente si perdono.

È anche un libro che, per essere apprezzato nel modo giusto, va letto almeno due volte.
Perché?

Il primo motivo è perché è difficile non affezionarsi ai personaggi di questa storia, che contribuisce a costruire un tassello fondamentale di una società aperta alla flessibilità mentale, e al rispetto individuale. E, di tasselli così, non ce ne sono mai abbastanza.

Il secondo motivo ve lo spiego nella prossima pagina di approfondimento.

Se volete saperlo, sappiate che da qui in avanti ci sono degli spoiler.
Siete avvisati.

Nel frattempo, buona lettura.

#NonRecensione

#Empatia  #NarratoreInaffidabile

#NarratoreAttendibile

(Vai all’approfondimento)

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